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sense out - sens aut

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To make sense out of something: eng., estrapolare il significato di/da qualcosa

Sens aut: piem., senz’altro

Scrittura e segno costituiscono in questo lavoro un nuovo livello sulle fotografie di spazi museali. I musei, per antonomasia grandi scatole del sapere, si rivelano spesso incapaci di svolgere la loro funzione di intermediari culturali tra i creatori e il pubblico. Pur in un continuo tentativo di rendere intelleggibili i messaggi impliciti nelle creazioni d’arte, essi finiscono per svolgere la pura funzione di contenitore. Il pubblico vive questa mancanza di intermediazione con frustrazione e ritiene l’arte contemporanea incomprensibile, inarrivabile, benché essa sia molto fitta di contenuti. La previsione della non-comprensione è sospettata, al punto da perdere prioristicamente la curiosità e sentirsi autorizzati alla rinuncia. Questo difficile flusso del contenuto dell’arte verso il visitatore si deve, da una parte, al linguaggio inopportuno del sistema dell’arte, dall’altra alla rassegnazione di un pubblico sempre meno stimolato. I tentativi linguistici del museo-contenitore restano difficili, nebulosi. Pochi astanti si abbandonano a esperimenti di interpretazione e in questo compiacciono gli artisti, ma il loro sforzo determina un nuovo impreciso livello linguistico, che levandosi nelle sale dei musei costituisce un velo incompreso sopra l’immagine.

La fotografia si completa di un elemento di chiara provenienza linguistica, tuttavia chiuso in sé, presente ma indecifrabile. Il linguaggio, privato della sua funzione di elezione, assume un valore decorativo e si ritrova accessorio. Sense Out / sens aut è un lavoro sui linguaggi incompresi, su tutti i linguaggi che non filtrano o filtrano in modo dissonante, perdendo nel flusso la loro ragione di essere. Sense Out / sens aut si pone come critica del linguaggio-decoro, del linguaggio forbito-indecifrabile di molti addetti ai lavori, colpevoli di rendere l’arte ancora meno accessibile abusando del linguaggio.

Alcuni soggetti di “sense out” sono stati esposti nel Museo della Fotografia di Mougins, durante la mostra “Regards sur l’architecture” (marzo-aprile 2008).


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sense out - sens aut

Tag: 2007 |

“sense out” è il titolo di una serie fotografica che ho iniziato al metropolitan museum of arts di new york nel 2005. Fotografo musei di arte moderna e contemporanea, con uno speciale interesse per le strutture architettoniche e per le simmetrie. Intervengo sulla fotografia, scrivendo su di essa con gesto fluido e continuo. Il linguaggio perde nel gesto il suo valore comunicativo e diventa “strutturale”.
Linee e lettere perdono la loro forma nella velocità dell’esecuzione, diventano immagine sull’immagine, stimolando il desiderio di decifrazione. Considero che il museo fallisca spesso nel tentativo di comunicare al proprio pubblico le espressioni degli artisti che espone. E che il pubblico finisca per non porsi le domande che l’artista creatore avrebbe sperato. Come in una conversazione fra sordi - e il concetto si applica a molti strati della cultura contemporanea - il linguaggio, non viene recepito o viene mal interpretato. Come si fondesse alle piccole distrazioni degli astanti, al rumore dei passi, alle voci di altri visitatori, esso si eleva, vuoto, nelle sale dei musei.
La scrittura che sovrappongo alle sale museali diventa metafora di questa incapacità di comunicazione. I testi sovrapposti, che pure hanno un contenuto, finiscono per perderlo nello stesso momento della stesura. Sense out e, giocando con il dialetto piemontese, “sens aut” (senz’altro).
Ogni lavoro stampato lambda e montato su alluminio e dibond, è tirato in tre copie nel formato 100×150 (120×160 dal 2009) e in tre copie nel formato 100×75. Per ogni soggetto l’autore si riserva una prova d’artista. Stampe e montaggi sono garantiti 120 anni dai rispettivi produttori, mentre le tirature sono garantite dall’autore, che in caso di danneggiamento (comprovato dalla distruzione dell’edizione danneggiata), ne stampa una copia ulteriore i cui costi di produzione restano a carico del committente.

maxtomasinelli

Alcuni soggetti di “sense out” sono stati esposti nel Museo della Fotografia di Mougins, durante la mostra “Regards sur l’architecture” (marzo-aprile 2008).

architect/s: Calvert Vaux and Jacob Wrey Mould

architect/s: Calvert Vaux and Jacob Wrey Mould