sense out - sens aut
To make sense out of something: eng., estrapolare il significato di/da qualcosa
Sens aut: piem., senz’altro
Scrittura e segno costituiscono in questo lavoro un nuovo livello sulle fotografie di spazi museali. I musei, per antonomasia grandi scatole del sapere, si rivelano spesso incapaci di svolgere la loro funzione di intermediari culturali tra i creatori e il pubblico. Pur in un continuo tentativo di rendere intelleggibili i messaggi impliciti nelle creazioni d’arte, essi finiscono per svolgere la pura funzione di contenitore. Il pubblico vive questa mancanza di intermediazione con frustrazione e ritiene l’arte contemporanea incomprensibile, inarrivabile, benché essa sia molto fitta di contenuti. La previsione della non-comprensione è sospettata, al punto da perdere prioristicamente la curiosità e sentirsi autorizzati alla rinuncia. Questo difficile flusso del contenuto dell’arte verso il visitatore si deve, da una parte, al linguaggio inopportuno del sistema dell’arte, dall’altra alla rassegnazione di un pubblico sempre meno stimolato. I tentativi linguistici del museo-contenitore restano difficili, nebulosi. Pochi astanti si abbandonano a esperimenti di interpretazione e in questo compiacciono gli artisti, ma il loro sforzo determina un nuovo impreciso livello linguistico, che levandosi nelle sale dei musei costituisce un velo incompreso sopra l’immagine.
La fotografia si completa di un elemento di chiara provenienza linguistica, tuttavia chiuso in sé, presente ma indecifrabile. Il linguaggio, privato della sua funzione di elezione, assume un valore decorativo e si ritrova accessorio. Sense Out / sens aut è un lavoro sui linguaggi incompresi, su tutti i linguaggi che non filtrano o filtrano in modo dissonante, perdendo nel flusso la loro ragione di essere. Sense Out / sens aut si pone come critica del linguaggio-decoro, del linguaggio forbito-indecifrabile di molti addetti ai lavori, colpevoli di rendere l’arte ancora meno accessibile abusando del linguaggio.
Alcuni soggetti di “sense out” sono stati esposti nel Museo della Fotografia di Mougins, durante la mostra “Regards sur l’architecture” (marzo-aprile 2008).
