Works
- Bianco
nel dicembre del 2004 la rivista “Le Vie”, in preparazione del nuovo numero, mi chiede di realizzare una serie di dittici a tema “bianco”. Come per “Sublim-azioni” cerco un elemento di dialogo fra le immagini. Un elemento fermo e sempre uguale fa da contrappunto alle diverse fasi della vita della donna. Bianco su bianco.
- Prigionie
“Prigionie” è un lavoro a 4 mani. La serie fotografica si compone di 12 ritratti eseguiti da Francesca Vergnano. Il soggetto umano in uno stato iniziale di pace apparente, intraprende un viaggio introspettivo che lo porta a scontrarsi con la propria inquietudine. L’impatto violento provoca un’estrema sofferenza, un tentativo di ribellione e il desiderio di una trasmutazione fisica, come apparente via di salvezza. L’elemento estraneo che compare nell’ultimo scatto, segna l’intervento dell’uomo “normale” su quello “malato” e la risoluzione del disgusto dei più attraverso l’annullamento dell’individuo.
- Senseaut
To make sense out of something: eng., estrapolare il significato di/da qualcosa Sens aut: piem., senz’altro Il tema della scrittura fa la sua prima comparsa nei miei lavori alla fine degli anni novanta, quando strappavo ritratti di amici e familiari per completarne le forme con scritte, segni e disegni. I messaggi, diretti alle persone ritratte, restavano allora intelleggibili, svelavano e legavano definitivamente i soggetti al lavorìo del segno. Nella successiva sintesi segno e scrittura divengono sempre più indecifrabili. In successione lineare con quella ormai lontana fase, si apre nel 2005 una nuova ricerca, nella quale la scrittura protagonista evidente, non si concede e resta chiusa in se stessa, come messaggio incapace di rendersi comprensibile. L’incapacità di comunicare e l’indifferenza di fronte ai pericoli che questa incomunicabilità comporta, sono concettualmente espressi attraverso la scrittura e il segno. Essi si mostrano contenitori impenetrabili, note frettolose e gestuali, testimoni del tempo avaro e della tendenza di una società verso una comunicazione scarsa, contratta e di bassi contenuti.
- Strappi
Durante il periodo universitario, stampavo spesso in bianco e nero. Avevo un grosso secchio in cui buttavo gli scarti strappati o i provini non ancora fissati. A fine giornata, rovistavo nel secchio e mi capitava di notare come alcuni frammenti si fossero composti secondo una estetica del caso creando composizioni interessanti. Allora ristampavo le fotografie in modo corretto e le strappavo, cercando di inseguire quel risultato. Ho sempre amato poi completare la composizione con scritte e disegni. La stratificazione delle cose incomplete è il tempo che passa, che lascia e non lascia, che fa perdere e che fa trovare.
- Sublimazioni
Il gioco di parole chiama in causa lo spirito, la capacità individuale di nobilitazione, la purificazione o la trasformazione delle proprie pulsioni; gioca con il processo chimico di alcuna stampa fotografica e allude a certe azioni sublimi di cui vorremmo essere artefici. Con l’aiuto immenso di Lise Casalegno, ho rovistato il mio archivio vicino e lontano per selezionare 150 fotografie per questa mostra. L’idea di affiancare due foto di natura diversa e creare fra loro un dialogo è nata durante un servizio per Collezione Trends. Alla fine di un lunghissimo lavoro di editing e di composizione, abbiamo selezionato 75 coppie di immagini. Sono state stampate su carta con procedimento lambda in formato 43,25 x 36,8. La tiratura è limitata in questo formato a venti esemplari per ogni coppia di immagini, numerati e firmati, ma per ogni coppia mi riservo il diritto stampare un UNICO esemplare con un lato intorno ai 90 centimetri.
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